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Ecologisti Democratici Circolo "Alex Langer"
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Quando un grillo può alterare il moto del baricentro |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 14 Maggio 2012 10:50 |
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Di seguito il testo del documento di Pierluigi Adami, coordinatore del Circolo Alex Langer, su cui si è basato il suo intervento al Direttivo Nazionale Ecologisti democratici, venerdì 11 maggio 2012.
Sarà deformazione professionale, ma mi viene in mente un teorema di meccanica razionale che dice “Con le sole forze interne non si altera il moto del baricentro” e, utilizzandolo come metafora, significa che, dall’interno, la politica non è in grado di rinnovarsi, di cambiare, di smuoversi.
Serviva dunque una scossa dall’esterno per rimetterla in moto, dai cittadini, e la scossa è arrivata.
Diciamo la verità: c’era bisogno di aspettare il terremoto elettorale per far finalmente dimezzare i milioni di rimborsi dei partiti previsti per luglio? Ovviamente no. Dovevano dimezzarli prima, dopo che gli scandali Lusi e Lega hanno dimostrato in che modi impropri finiscono i soldi pubblici, ma non sono stati in grado. Ora, costretti dal voto, oltre ai soldi, i partiti hanno ulteriormente perso credibilità.
Nel complesso, vedo positivamente i risultati di queste elezioni amministrative. Gli elettori italiani non hanno “sparato nel mucchio”, ma hanno pesato bene il loro voto, punendo di più chi più è stato responsabile dello sfascio del nostro Paese. Non condivido dunque chi sostiene che i cittadini abbiano votato spinti dal disagio sociale e dalla rabbia dell’antipolitica.
Questo risultato elettorale viene da lontano, è un'onda lunga. Un anno fa, sul palco della Bocca della Verità per festeggiare il successo nei referendum, sostenni che in Italia era iniziata una reazione a catena, ma di quelle buone, di energia civile: ebbene, ora quella reazione sta arrivando alla massa critica. A luglio 2011, persino prima della terribile crisi di agosto, avevo inviato un’accorata email all’esecutivo Ecodem dal titolo emblematico: “Il disastro che incombe sui partiti. Interveniamo prima che sia troppo tardi”. In quella mail erano indicate azioni semplici e urgenti, dettate dal buon senso e dall’ascolto delle persone che, già allora, pretendevano cose precise dalla politica, misure chiare e urgenti: non candidabilità di persone rinviate a giudizio o condannate, riduzione dei costi della politica e taglio dei rimborsi ai partiti, drastica riduzione dei privilegi e dei vitalizi dei parlamentari, una politica che pensa al bene comune e non a quello delle lobby, applicazione rigorosa della non rieleggibilità dopo due mandati parlamentari. E poi altre cose da tempo richieste da noi ecologisti del PD: introduzione del reato ambientale, sanzioni pesanti per chi inquina, blocco della cementificazione, promozione dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. E infine, la famigerata legge che non c’è, quella sul conflitto di interessi.
La gente chiede il rinnovamento, ma dai partiti, per ora, dalle loro forze interne non lo ha ottenuto.
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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Maggio 2012 08:04 |
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urbanistica
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Giovedì 26 Aprile 2012 12:46 |
ROMA, LA NOSTRA CITTA'
Roma, la nostra città deve guardare avanti. Dopo gli anni bui della Giunta Alemanno, è ora di porre le basi di una nuova politica che metta al centro i bisogni dei cittadini, la qualità della vita, i beni comuni. Puntiamo sulle fonti rinnovabili, sulla mobilità pubblica ed eco-compatibile, sulla green economy, sull'efficienza energetica.
Gli Ecologisti Democratici hanno portato all'attenzione dei cittadini, in un convegno pubblico il 4 maggio 2012, della politica, delle associazioni i temi cruciali per il prossimo governo di Roma.
Di seguito, i video degli interventi dei relatori e degli intervenuti (presso la Sala Rossa del Municipio X)
Apertura di Marco CIARAFONI (Esecutivo Ecologisti Democratici)
Introduzione di Pierluigi ADAMI (coord. Ecologisti Democratici Roma)
Relazione di Aldo ABENAVOLI (circolo Ecodem "Alex Langer")
Proiezione delle slide sui temi ambientali di Roma
Relazione di Alessio AMODIO (coord. circolo Ecodem II Municipio)
Relazione di Roberto COLASANTI (capogruppo PD X Municipio)
Relazione di Lorenzo PARLATI (presidente Legambiente Lazio)
Intervento di Aldo PIRONE (Comunità Territoriale X Munixipio)
Intervento di Roberto BARCAROLI (Com. per la riduzione imp. ambientale aeroporto Ciampino)
Relazione di Flavia LEUCI (Cons. PD provincia di Roma)
Relazione di Estella MARINO (resp. Ambiente PD Roma)
Conclusioni di Marco CIARAFONI (Esecutivo Ecologisti Democratici)

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Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Maggio 2012 12:42 |
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TORINO LIONE: come uscire dal Tunnel |
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Martedì 13 Marzo 2012 08:57 |
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Contributo di Antonio Ferrentino, sindaco in Val di Susa, ecologista democratico.
Le grandi infrastrutture di trasporto, soprattutto quelle ferroviarie, non sono oggetti “magici” che automaticamente, una volta realizzate, si riempiono di traffico e portano sviluppo. Perché questo accada, bisogna che si verifichino molte condizioni: il collegamento deve rispondere ad esigenze reali di mobilità passeggeri o merci, ma anche inserirsi in modo corretto nelle reti preesistenti, rapportandosi ad una cornice di regole e rapporti economici che gli consenta di svolgere la sua funzione. Altrimenti, anche le opere migliori e tecnicamente avanzate rischiano il sottoutilizzo, che significa mancati benefici a fronte dei costi, spesso ingenti, richiesti dalla loro costruzione. In breve, spreco di risorse pubbliche.
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La sfida della Green Economy e l'incertezza del Governo |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 19 Aprile 2012 13:29 |
Ha ragione il Ministro dell’Ambiente Clini nel paragonare per la sua rilevanza il confronto che si è avuto in questi giorni sulle energie rinnovabili a quello avvenuto sull'articolo 18. E proprio in ragione di questa rilevanza che i decreti che il Governo ha inviato all’esame della Conferenza Stato- Regioni sono drammaticamente inadeguati.” Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici.
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ECONOMIA VERDE: DIECI PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI |
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green economy
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Scritto da Administrator
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Lunedì 16 Gennaio 2012 07:43 |
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In che modo si può uscire dalla crisi? Come si fa ripartire l’economia e si crea lavoro? C’è chi pensa che, passata la nottata, prima o poi tutto potrà ricominciare come prima. Non è così. La rotta giusta per uscire dalla crisi, in Europa e nel mondo, è nella crescita di una nuova economia ecologica per uno sviluppo sostenibile. Un new deal ecologico che cammina su due gambe: la rivoluzione industriale e tecnologica legata alla green economy, e un cambiamento culturale verso una nuova idea di benessere e diversi stili di vita.
In questa sfida, un paese come l’Italia ha la possibilità di innestare la modernizzazione ecologica del sistema industriale e manifatturiero su un patrimonio straordinario di civiltà, bellezza, creatività, e sulle vocazioni di territori ad alta qualità ambientale. Una via italiana alla green economy, che potrà tanto più svilupparsi quanto più sarà sostenuta da efficaci politiche industriali, fiscali, ambientali.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Gennaio 2012 08:16 |
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